La moderna chitarra a dieci corde nasce, com’era già accaduto per tutte le sperimentazioni, dall’ossessione di arricchire il suono della chitarra.

José III Ramirez

José III Ramirez

José III Ramirez (1922-1994) studiando la “viola d’amore”, una sorta di viola alto “da braccio” che si suonava sulla spalla con l’archetto fornita di 7 corde melodiche di budello e 7 corde simpatiche passanti sotto il cordiere ed attraverso il ponticello, decise di applicare questo sistema alla chitarra. José inserì due ponticelli sopra e sotto la tavola in cui correvano le altre sei corde simpatiche, attraverso il manico cavo: “Ne nacque una chitarra a dodici corde.

Segovia provò il primo prototipo, elogiandone il suono, ma al tempo stesso scovandone il difetto: l’impossibilità di controllare la durata dei suoni delle corde interne”.

Narciso Yepes

Narciso Yepes

Una soluzione a questo problema venne ricercata insieme al chitarrista spagnolo Narciso Yepez. Yepez chiese a Josè di porre le altre corde esternamente, per avere la possibilità di smorzarle con la mano destra. Così ebbe origine la prima chitarra a dieci corde di Josè Ramirez.
Il nuovo strumento ebbe così quattro bassi diatonici aggiunti alle sei corde normali, che all’argano l’estensione dello strumento nel grave e ne aumentano le risonanze per simpatia. “Le chitarra con bordoni del passato avevano problemi di stabilità nel manico, perchè i bassi, che non potevano passare sulla tastiera, erano fissati su prolungamenti laterali per avere un diapason maggiore; la chitarra a dieci corde si avantaggia della qualità del nylon, che consente di avere bassi dalla sonorità accettabile senza bisogno di allungare il diapason, e ha tutte le corde sulla tastiera; questo conferisce maggior stabilità al manico e alla paletta e permette di tastare anche le corde dopo la sesta”.
Quest’innovazione scatenò l’entusiasmo di molti critici musicali, stupiti dalla nuova, più ricca sonorità che lo strumento trasmetteva: “La quantitè des nuances de tonalites qu’il arrive à faire ressortir de son instrument peu commun est inépuisable: un guitare à 10 cordes!
Quatre cordes de basse supplementaires elargissent non seulment le champ en direction d’une basse maximum, mais produissent aussi un effect de résonance sur les hautes et offrent la possibilitè de créez un “background” rèssonant-faits que nous connaissons dans le cas du luth. Quelle énorme évolution a suivi la guitare à la résonance minime (Tinctoris) jusq’à l’instrument employè dans les concerts du XX siècle! Quelle evolution dans la musique pour guitare depuis l’accompagnement insignifiant au point de vue artistique des chansons (Pretorius: “inconséquent”) et dans le jeu simple des mouvements de danse jusqu’à la diversité dans les voix et les sonorités compositions contemporaines”.
Ancora merito di N. Yepez è l’aver sperimentato una particolare accordatura, detta “moderna”, che finì con l’incantare molti compositori a lui contemporanei che scrissero musica per questo interessante strumento. Anche se la figura di N. Yepez è stata più volte discussa e ridimensionata, è doveroso ammettere che se esiste musica contemporanea, anche di altissimo livello, per la chitarra a dieci corde è merito della sua intraprendenza e passione verso questa strumento.
L’esiguo numero di decacordisti, ancora oggi, ha fatto sì che la storia di questo particolare strumento fosse spessissimamente trascurata anche da insigni storici della chitarra. E’ pertanto assai difficoltoso recuperare scritti e testimonianze su questo strumento. Mi limiterò a citare alcuni esempi di musica scritta per Dieci Corde, proponendomi di proseguire il lavoro di ricerca soprattutto in questa direzione.