immagine di Paolo Garganese mentre suona la sua chitarra a dieci corde
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Sin da piccolo la musica ha acceso in me un moto vitale; seguivo ritmi e melodie con corpo e voce, ma all'età di 12 anni, durante una gita scolastica a Portofino, mi resi conto del valore comunicativo della musica ed in particolare attraverso lo strumento chitarra...
Decisi di imparare a strimpellare quasi per gioco questo affascinante strumento. Da autodidatta, procurandomi libercoli da principiante e tanti consigli da amici un po' più avanti di me nel praticare tale passione, imparai ad accompagnare le canzoni del momento. La mia indole mai paga mi indusse ad approfondire lo studio e, sempre hobbisticamente, mi iscrissi ad un corso popolare di chitarra classica. Intanto sperimentavo il suonare in gruppi di musica moderna con la chitarra elettrica, musica pop degli anni 70 musica da ballo e di intrattenimento.

La vita come sempre mi mise di fronte a delle scelte: a 19 anni, mentre mi diplomavo in telecomunicazioni, cominciai a perdere la vista... provai la fatica di ricominciare a vivere in un altro modo. Da non vedente le possibilità professionali si riducono notevolmente; cominciai a lavorare come centralinista cieco, ma la chitarra aveva sempre più importanza nella mia vita e attraverso conoscenze fortuite di altri chitarristi contattai il maestro giapponese H. Kakinuma, un concertista allievo e collaboratore del celebre N. Yepez. Nel primo incontro col maestro, alla sua domanda "Lei vuole studiare la chitarra classica per hobby o per professione?" - spiazzandolo - risposi: "Maestro, voglio studiare per hobby, ma come un professionista".

Così cominciarono gli anni di un appassionante sacrificio: levatacce per studiare prima del lavoro quotidiano. In quel periodo la mia vista residua mi permetteva, se pur con enormi sforzi, di leggere la musica in nero, poi - nel '81 - anche quel piccolo residuo visivo mi abbandonò ma, senza perdermi nella disperazione (sempre in agguato!), mi rivolsi all'Associazione dell'Unione Italiana dei Ciechi per essere orientato nel continuare lo studio della chitarra. Fui letteralmente scoraggiato: esisteva un solo metodo in braille e mi presentarono tutte le difficoltà dello studio della musica da non vedente. Non che avessero torto, ma l'indole "testarda", il profumo della sfida e la mia passione per la chitarra mi spronarono a continuare.

Imparai la musica in braille e con l'aiuto di compagni di studio cominciai a trascrivermi le partiture che mi necessitavano. Stanco del lavoro da centralinista e cercando di realizzare la mia esistenza in modo più creativo, da sempre appassionato allo studio della vita ed alle sue diverse interpretazioni dall'oriente all'occidente, mi iscrissi alla Facoltà di Filosofia di Torino; mi scoprii più appassionato dal vivere la vita che dalla sua speculazione introspettiva, per cui decisi di dare un fine più pratico alla mia passione chitarristica.

Nell'83 mi iscrissi al Conservatorio di Novara e, sotto la guida del maestro Dell'Ara e nell'ultimo anno del maestro Bertone, mi diplomai nell'87 alla veneranda età di 30 anni. Quando entrai in Conservatorio ero già innamorato della chitarra a dieci corde, detto anche decacordo - strumento che avevo conosciuto durante gli anni passati sotto la guida del maestro Kakinuma - dico innamorato di questo particolare tipo di chitarra perché il suo suono pieno e carico di armonici mi ha letteralmente aperto il cuore. Da allora non l'ho più abbandonata e mi dà sempre le stesse sconvolgenti emozioni...

Cosa ho fatto professionalmente lo troverete sul curriculum vitae. I miei impegni, sempre portati avanti con estrema passione sono l'insegnamento in Conservatorio, dove posso trasmetter l'amore per la chitarra ai miei allievi, suonare pubblicamente per poter condividere con la persone le emozioni che la musica mi procura, e stimolare la pratica e lo studio della musica per quelli che come me che devono rivolgere il proprio sguardo verso il loro mondo interiore, non potendo più apprezzare - almeno visivamente - le meraviglie del mondo fuori di noi.

Il mio amore per la vita non riesce ad esprimersi solo con la musica e con la chitarra che, se pur importante, è e sarà sempre e solo uno strumento di comunicazione. Amo i miei splendidi figli, la meravigliosa donna della mia vita, i miei cari amici; amo la natura , la buona tavola sempre condivisa con le persone care, il nuoto, gli scacchi, e sono affascinato dal modo artistico di interpretare ogni aspetto dell'esistenza.
© Paolo Garganese, 2005-2006 | All rights reserved. | info | credits